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Roberto Pierro - Lun, 08/03/2010 - 08:34






Più differenziata, meno rifiuti, repressione per chi abbandona immondizia sul territorio: questi i messaggi lanciati nel corso della giornata “La...

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"La Didderenza La Facciamo Noi"

Roberto Pierro - Lun, 08/03/2010 - 08:34





Più differenziata, meno rifiuti, repressione per chi abbandona immondizia sul territorio: questi i messaggi lanciati nel corso della giornata “La...

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La Differenziata La Facciamo noi ore 18:00 Biblioteca Comunale

Roberto Pierro - Ven, 05/03/2010 - 09:27

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Tag: attualità, ariano irpino avellino


                                                            



Lezione di Fotografia con Oreste Pipolo

Roberto Pierro - Lun, 01/03/2010 - 11:01


Si è concluso con un bilancio positivo anche il secondo incontro del ciclo “Lezioni di fotografia” tenutosi domenica 21 febbraio negli spazi della biblioteca comunale di Ariano...

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Tag: fotografia, ariano irpino avellino


                                                            



Vignetta elezioni regionali 2010

Roberto Pierro - Ven, 19/02/2010 - 22:54


Vinceremo...

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Tag: politica, napoli, attualità


                                                            



Loculo troppo stretto, Bara sospesa per alcune ore. Ariano Irpino

Roberto Pierro - Gio, 11/02/2010 - 11:42

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Tag: attualità, ariano irpino avellino


                                                            



21 Febbraio lezione di Fotografia con Oreste pipolo

Roberto Pierro - Mar, 02/02/2010 - 18:55

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Tag: fotografia


                                                            



una finestra sul mondo

Roberto Pierro - Sat, 30/01/2010 - 17:18

Sono felice di presentare "Una finestra sul mondo"

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Il fotografo napoletano Augusto de Luca è morto ? No, è vivo fortunatamente !

Roberto Pierro - Sat, 16/01/2010 - 18:19


Qualche simpaticone ha...

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Tag: fotografia, napoli, attualità


                                                            



Finanziaria, tagli obbligati alle poltrone locali

Dottor Antonio Romano - Lun, 07/12/2009 - 10:25

Finalmente la discussione sul costo della politica assume la sua vera valenza.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/12/finanziaria-tagli-obbligati-poltrone-locali.shtml?uuid=a08ee5dc-e26e-11de-8a15-97cc06969dc2&DocRulesView=Libero

Non è tanto la burocrazia centrale romana a determinare il costo eccessivo della politica, quanto la spesa ingente degli enti locali, dai comuni alle province. Negli ultimi anni, un potente localismo ha fatto si che ogni piccola area potesse aspirare a diventare provincia o in alcuni casi regione, pensando molti che la moltiplicazione degli enti potesse in qualche modo essere considerata una leva per la creazione dell’occupazione.

Come se l’occupazione la dovesse creare la politica e non l’economia: certa gente è da bocciare in contabilità!

Da sempre sono un fautore dell’aggregazione fra comuni, della loro drastica riduzione, dell’abolizione delle province, come in un articolo mio comparso sulla stampa locale irpina nell’aprile del 2006.

http://img202.imageshack.us/img202/4313/pagina26rx.jpg

In uno stato moderno proiettato in Europa gli enti che devono contare sono i macrocomuni e le regioni: certo sarei contento di non appartenere più alla camorristica Campania ma alla regione interna delle Montagne dall’Abruzzo alla Basilicata ( circa 7 milioni di persone).

Risparmiare risorse pubbliche significa non solo razionalizzare la spesa ed avere servizi più efficienti e meno costosi, ma anche liberare risorse da dedicare non solo all’investimento pubblico produttivo ( infrastrutture necessarie, formazione professionale, snellimento della burocrazia locale su lavoratori ed imprese) ma anche al sostegno locale alla nascita e allo sviluppo di imprese rivolte al mercato.  Credo molto nelle agenzie locali di sviluppo sul modello irlandese http://www.idaireland.com/.

Questo penso debba essere il ruolo del Pubblico: sostenere le iniziative private nei primi anni di vita dei business.

Un servizio prestato gratuitamente ma poi ripagato dai futuri utili del business stesso, una sorta di Business Angel Pubblico. Speriamo che gli spiriti animali italiani si sveglino prima o poi.

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Facebook, marketing per Pmi. Falsi miti della ricerca clienti

Dottor Antonio Romano - Dom, 29/11/2009 - 10:19

Ormai l’argomento è quasi di moda: Facebook aiuta le PMI a trovare nuovi clienti. Qualche tempo fa era la rete in generale, poi i siti internet, poi il posizionamento, poi i google adwords e chi più ne ha più ne metta.

Per carità tutto vero: gli strumenti sono sempre efficaci ed hanno fatto la fortuna sia di utenti che di sviluppatori. Ma spesso più che la vera utilità degli strumenti viene ad essere pubblicate le potenziali capacità degli strumenti proposti.

Ed oggi è il caso di Facebook, come ricordato nel bel articolo edito da Marketing Journal. L’articolo è molto interessante e vi lascio alla sua lettura: voglio solo sottolineare un passaggio interessante.

Charles Nelson con la moglie possiede Sprinkles , una pasticceria che produce cupcake. Ad un certo punto dice:

“Sappiate aspettare: gli utenti non si precipiteranno subito in massa sul vostro sito di social media. Tecnologia significa creare un effetto network, ma perché s’instaurino le necessarie connessioni occorre tempo”.

Sembra sempre che il marketing o le vendite siano un processo automatico. Faccio un favoloso marketing automatizzo il processo aziendale e le vendite sono la ovvia conseguenza del processo stesso. Per fortuna di chi fa il marketing e per sfortuna di chi non vuole farlo, non è cosi. Le vendite sono conseguenza non del fatto di appartenere ad un network e di avere tanti amici potenziali. Le vendite sono la conseguenza di rapporti umani che si riescono a creare fra due entità, una che vende ed una che acquista, e che hanno delle esigenze che reciprocamente bisogna ascoltare e conoscere.

Il venditore non deve solo sapere chi è il suo potenziale cliente, deve sapere di cosa ha bisogno, quali sono le sue aspettative, le sue esigenze, i suoi progetti. Sia che parliamo di tortine monodose che di progetti di ingegneria, che di vestiti.  L’attenzione è sempre per le persone e per le organizzazioni. I tecnologi spesso dimenticano questo concetto e affascinati dalle procedure o dalle implementazioni dimenticano che è l’economia per l’uomo e non l’uomo per l’economia. Altrimenti l’effetto ultimo è quello di produrre non solo alienazione, ma anche un profondo desiderio di rigetto nei confronti di tutto ciò che è ricerca e modernità.

A voi l’articolo

http://www.marketingjournal.it/facebook-marketing-pmi-2/?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed:+marketingjournal/jPwA+(MarketingJournal.it)

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Alta Velocità in Europa: opportunità e nuove marginalizzazioni

Dottor Antonio Romano - Dom, 29/11/2009 - 10:06

I progetti infrastrutturali dell’Europa stanno ponendo una seria questione di equilibri territoriali interni al continenti.

Fuori dalle grandi direttive di traffico di merci e di persone, esistono ampie zone destinate in qualche modo a vivere nuove forme di marginalità. In Europa si sta implementando un nuovo processo di redistribuzione della popolazione a favore della città. Il loro appeal cresce sempre più in termini di aspettative di occupazione e di qualità della vita, cresce la voglia delle città di fare sistema o come si dice network fra di loro, in modo da condividere progettualità, servizi e far si che la competitività non sia della singola città ma della rete o delle reti entro le quali le singole città si trovano.

L’Europa delle piccole città, delle province secondarie, dei paesi rimane fuori da tutto questo processo. L’unica salvezza è far si che queste zone possano essere destinazioni turistiche, enogastronomiche, vere e proprie vie di fuga dallo stress delle città? Non amo molto questa visione e prospettiva, perchè la storia non passa solo nelle città. Ecco che, come diceva Winston Churchill, nei trattati di pace ci sono le condizioni per le future guerre. Qui non si tratta di trattati di pace ma dei trattati fondativi dell’Europa, non si tratta di fare una guerra con le armi, ma una guerra da un punto di vista culturale e storico. C’è bisogno che alla rete delle città si affianchino le reti dei paesi, le reti dei paesi di montagna, le reti delle esperienze dei distretti industriali cosi come delle piccole imprese di produzione o di servizi. Esiste un’altra Europa, quella delle province ed è necessario un lavoro nuovo di ricerca delle nuove identità e vocazioni.

Guardate questa immagine tratta dal Corriere della Sera: non sono evidenti le nuove marginalità?

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Il tempo è finito per pensare a breve termine nel Capitalismo Globale

Dottor Antonio Romano - Ven, 27/11/2009 - 12:35

http://www.ft.com/cms/s/0/1b1067b2-dacd-11de-933d-00144feabdc0.html?nclick_check=1

Vi consiglio vivamente questo bel intervento di Al Gore sul Financial Times. Ho sempre apprezzato l’ex vice presidente Democratico. Mi è molto dispiaciuto il fatto che abbia perso con Bush nel 2000.  Il mondo sarebbe stato migliore con Gore alla presidenza.  Il passaggio che mi piace molto è :

“In truth, this approach to investing is not investing at all. It is trading, or – at its worst – gambling.”

“In verità questo approccio all’investimento non è in realtà investire. E’ commercio o nella peggiore delle ipotesi gioco d’azzardo.”

Si fa riferimento alla valutazione nel breve degli investimenti.

Penso che sia arrivato il tempo per una vera governance globale nell’ambito della finanza. Non è possibile avere un flusso globale di capitali e poi non pensare ad una forma di controllo sulla correttezza delle operazioni finanziarie e sulla loro trasparenza per poi arrivare a delle crisi globali che danneggiano tutti. E’ stato il caso dei subprime e oggi è il caso di Dubai. Uno scenario macroeconomico stabile, dove il rischio di cambio ed il rischio finanziario siano contenuti, è la condizione necessaria per uno sviluppo sostenibile degli investimenti e del commercio internazionali

 

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La svolta dei piccoli del Nord Est

Dottor Antonio Romano - Mer, 25/11/2009 - 14:32

http://www.corriere.it/economia/09_novembre_22/divico-nord-est-studia-management_f2def338-d745-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml

L’articolo di cui sopra è davvero interessante. Parla di una realtà geografica un pò lontana da me ma che seguo quotidianamente per alcune significative collaborazioni con piccole aziende del Nordest.

Molti veneti che conosco si sono sempre lamentati che spesso la cultura aziendale di molti committenti è tale per cui risulta spesso difficile mettere in essere delle collaborazioni. Spesso risulta difficile vendere innovazioni di prodotto o di processo che possono far risparmiare risorse sia finanziarie che umane.

La crisi serve per poter ripartire più forti dopo la crisi stessa, ammoniva Moretti Polegatto di Geox qualche mese fa.

Diventa importante per l’imprenditore non solo intraprendere ma attivare un processo di autoformazione permanente in grado di far acquisire la giusta cultura aziendale del XXI Secolo. Che non è solo cultura del fare, ma anche cultura del gestire, dell’innovare, dell’investire, del vendere.

Spero che la formazione interna alle aziende anche più piccole susciti l’attenzione del legislatore con misure finalizzate ad incentivare investimenti in questo senso. Tanto poi se alla fine viene incrementata la produttività aziendale nel tempo lo Stato recupera le mancate entrate fiscali nel presente, con maggiori entrate fiscali nel futuro su un valore aggiunto che si è accresciuto nel tempo.

Posted in Marketing, Ricerca Clienti, Sviluppo di Impresa Tagged: Alta Formazione, Altavilla Vicentina, Autoformazione Permanente, Capacità di Offerta, Confindustria Vicenza, Defiscalizzazione Investimenti Capitale Umano, Formazione Capitale Umano, Imprenditoria, Imprenditorialità, Lean Production, managerialità, Modello Toyota, Nord Est, Programmazione della Produzione; Sviluppo Commerciale, Ricerca Clienti

Ricerca del lavoro in tempo di crisi

Dottor Antonio Romano - Mar, 24/11/2009 - 23:37

Il 2009 che volge al termine è stato davvero un anno strano per quel che riguarda l’economia. Ma, al di là delle difficili vicende finanziarie e macroeconomiche internazionali, posso affermare con certezza che molte difficoltà sono state ingigantite dai media per mettere in circolo quel senso di malessere diffuso che serve solo a dare importanza come dico sempre a sociologi, professionisti del pessimismo, politici di quarto ordine.

Voglio raccontare un bel episodio che mi è capitato. Un mio caro amico si è laureato qualche mese fa in economia. Ha per anni fatto lo studente lavoratore, sviluppando un’esperienza significativa nella contabilità di un particolare tipo di aziende. Ci siamo incontrati un pomeriggio nel mio studio per un caffè e quattro risate e gli ho consigliato per gioco di preparare una sua presentazione e di farla girare presso quel tipo di aziende per le quali ha lavorato. Gli ho suggerito il mio solito metodo, ovvero di non mandare il curriculum, ma di telefonare direttamente alle aziende presentandosi brevemente e chiedendo di parlare con il referente interno all’azienda ( direttore del personale o titolare a secondo della dimensione aziendale) valutando insieme la possibilità di un eventuale colloquio dal vivo. Era un semplice divertimento pomeridiano: abbiamo chiamato 15 aziende (poche in effetti) fra Puglia, Basilicata, Campania, Molise. Queste aziende per dimensione e cultura aziendale difficilmente mettono annunci su siti di ricerca lavoro: per questo motivo sembra che non esistano per chiunque, alla disperata ricerca di un lavoro, manda Curricula ovunque.

Nel giro di pochi giorni questo mio amico ha ricevuto una interessante offerta di lavoro da un’azienda che non riusciva a trovare la specifica professionalità detenuta dal mio amico. Qual è la conclusione alla quale giungo? Che per una persona in cerca di lavoro, ci sono almeno 8 aziende che cercano lavoratori.

Sono spesso aziende medio piccole che per ignoranza tendiamo a snobbare. Fin quando pensiamo che l’occupazione la debba garantire lo Stato occupatore di ultima istanza ( secondo la felicissima definizione di Federico Caffè) o al massimo la grossa azienda blasonata, correremo sempre il rischio di perdere di vista interessanti occasioni di impiego offerte dalle piccole e medie imprese, vera spina dorsale dell’economia italiana.

Posted in Ricerca Clienti, Sviluppo di Impresa Tagged: Basilicata, Campania, Colloquio di Lavoro, Curriculum Vitae, Federico Caffè, Grande Impresa, Molise, Occupazione, Piccole e Medie IMprese, PMI, Professionisti del Pessimismo, Psicologia motivazionale, Puglia, Ricerca Clienti, Ricerca Lavoro, Stato Occupatore di ultima istanza, Sviluppo Commerciale

Innovazione tecnologica e dimensione aziendale nella provincia italiana

Dottor Antonio Romano - Mer, 18/11/2009 - 12:34

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Norme%20e%20Tributi/2009/professionisti-classifica-innovazione/commercialisti-consulenti-lavoro/professionisti-riuniti-rete.shtml?uuid=4b3203b0-d415-11de-8622-294ebcd1e7d1&DocRulesView=Libero

Da un pò di tempo che leggo articoli sulle novità nel mondo delle professioni e dell’impresa.

In fondo le politiche per l’occupazione o gli obiettivi di occupazione che l’impresa moderna voglia porsi non possono prescindere da scelte che hanno profonda valenza tecnologica. Non esiste occupazione sostenibile nei settori tradizionali con basso grado di innovazione tecnologica ( Commercio, Servizi, Manifattura) cosi come non esiste in generale più occupazione che non sia funzione del ciclo di vita del prodotto o del servizio che si va a realizzare.

Bisogna sempre più puntare ad una presenza stabile nel mercato del lavoro e della professioni piuttosto che ad un’occupazione stabile sia come dipendente che come libero professionista.

Con buona pace dei politici, dei sindacati, dei residui della grande impresa che da sempre utilizzano la gestione dell’occupazione come una leva per l’esercizio del potere piuttosto che per la creazione della ricchezza e del benessere per le persone.

Va di moda ormai ma si pone comunque l’esigenza della aggregazione delle imprese per fronteggiare la competizione, per incrementare la produttività, per ridurre i costi fissi o meglio ripartirli su una base produttiva maggiore.

Questo discorso può andare bene per le aziende medio piccole che devono crescere e fare il salto di qualità.

Ma non dimentichiamo mai che anche Google nasce dall’idea di due sole persone. La Impresa Tecnologica Moderna che per definizione nasce piccola  è da molti anni ormai il terreno entro il quale nascono le idee più innovative sia da un punto di vista tecnologico sia dal punto di vista dei modelli gestionali implementati.

L’articolo di cui sopra, riferito all’Italia, mette ancora una volta in evidenza la dinamicità di certa provincia italiana ( quasi sempre spostate sull’asse adriatico), la capacità di tanti piccoli imprenditori e professionisti di OFFRIRE servizi professionalmente validi ed adeguati, la presenza di una DOMANDA latente da parte di tanti committenti potenziali.

Tutta questa vitalità e vivacità, che spesso sfocia nello spontaneismo disorganizzato, è testimonianza del fatto che l’Italia rimane comunque un grande paese dove le opportunità di business quotidianamente non mancano.

Si tratta solo di guardare con fiducia e senza pregiudizi fenomeni che sono spesso sotto gli occhi di molti, ma che molti per ignoranza o per pregiudizio culturale od ideologico spesso si rifiutano di porre alla propria attenzione.

 

Posted in Economia, Economia Regionale, Marketing Tagged: Consulenza Aziendale, Innovazione Tecnologica, Libera Professione, Marketing, mercato del lavoro, Piccola impresa tecnologica moderna, Piccole e Medie IMprese, Professionalizzazione, Ricerca Clienti, settori in declino, settori in espansione

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